Le festività nel calendario 1931

(Giorni festivi, generalmente non lavorativi)

01/01/1931  Capodanno
06/01/1931  Epifania
19/03/1931  San Giuseppe
05/04/1931  Pasqua
06/04/1931  Lunedì dell'Angelo
21/04/1931  Natale di Roma – Festa del lavoro
14/05/1931  Ascensione
07/06/1931  Corpus Domini
29/06/1931  Santi Pietro e Paolo
15/08/1931  Ferragosto
04/10/1931  San Francesco
01/11/1931  Ognissanti
04/11/1931  Giornata dell'Unità Nazionale
08/12/1931  Immacolata Concezione
25/12/1931  Natale
26/12/1931  Santo Stefano

Ricorrenze religiose nell'anno 1931

(Generalmente non festive)

01/02/1931  Inizio del Carnevale
02/02/1931  Candelora
17/02/1931  Martedì Grasso, Fine Carnevale
18/02/1931  Mercoledì delle Ceneri, Inizio Quaresima
22/02/1931  I Domenica di Quaresima
01/03/1931  II Domenica di Quaresima
08/03/1931  III Domenica di Quaresima
15/03/1931  IV Domenica di Quaresima
22/03/1931  V Domenica di Quaresima
29/03/1931  Domenica delle Palme
02/04/1931  Giovedì Santo
04/06/1931  Pentecoste
02/11/1931  Commemorazione dei Defunti

Il calendario 1931 in pillole

Nel calendario 1931 erano presenti 12 giorni festivi infrasettimanali così distribuiti:

2 Lunedì festivi: Lunedì dell'Angelo (06/04/1931), Santi Pietro e Paolo (29/06/1931);
3 Martedì festivi: Epifania (06/01/1931), Natale di Roma – Festa del lavoro (21/04/1931), Immacolata Concezione (08/12/1931);
1 solo Mercoledì festivo: Giornata dell'Unità Nazionale (04/11/1931);
3 Giovedì festivi: Capodanno (01/01/1931), San Giuseppe (19/03/1931), Ascensione (14/05/1931);
1 solo Venerdì festivo: Natale (25/12/1931);
2 Sabati festivi: Ferragosto (15/08/1931), Santo Stefano (26/12/1931).

Cadevano invece di Domenica 2 festività: Corpus Domini (07/06/1931), Ognissanti (01/11/1931).

Il Carnevale 1931 è iniziato Domenica 01/02/1931 ed è terminato Martedì 17/02/1931 (Martedì Grasso, ultimo giorno di Carnevale).

Pasqua 1931 è stata Domenica 05/04/1931.

Cenni sulle festività italiane del 1931

Fino al 1977, il 19 Marzo, San Giuseppe, era giorno festivo a tutti gli effetti. La data è tuttavia soggetta ad alcune particolari variazioni. Se infatti cade in concomitanza di una delle Domeniche di Quaresima, la data è spostata al giorno successivo mentre, se cade nella Settimana Santa, è anticipata al sabato precedente la Domenica delle Palme. La festività del 19 Marzo è stata soppressa nel 1977 e, da allora, è entrata a far parte delle cosidette "festività soppresse".

La Festa dei Lavoratori, celebrata il 1° Maggio, fu istituita in Italia nel 1891.
Nel periodo compreso tra il 1924 e il 1944, durante il regime fascista, fu anticipata al 21 Aprile in concomitanza del “Natale di Roma”, dichiarato ufficialmente giorno festivo, assumendo la denominazione "Natale di Roma – Festa del lavoro".
Nel 1945 fu ripristinata la data originale del 1° Maggio, mantenendo lo status di festività, mentre il 21 Aprile rimase come festività solo per la città di Roma.

Il giorno dell’Ascensione di Gesù al cielo (o, più brevemente, soltanto Ascensione) è una ricorrenza religiosa mobile nel calendario. Cade infatti il 39° giorno dopo la Domenica di Pasqua, di giovedì. Fino al 1977 è stato considerato giorno festivo a tutti gli effetti, poi ricondotto al solo ruolo di ricorrenza e inserito tra le festività soppresse.

La solennità del Corpus Domini cade originariamente il giovedì della seconda settimana dopo la Pentecoste ed era giorno festivo nel calendario. Con la riforma delle festività avvenuta nel 1977 ha perso lo status di festività civile ed è stata ricompresa tra le festività soppresse. La sua ricorrenza è stata spostata alla domenica successiva. Cade quindi nella seconda domenica dopo la Pentecoste.

La Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate è una festività istituita nel 1919 per celebrare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale. Fu scelto il 4 Novembre, data dell'entrata in vigore dell'armistizio di Villa Giusti (firmato il 3 novembre 1918), che sancì la resa dell'Impero austro-ungarico all'Italia. E’ rimasta in vigore fino al 1976. Nel 1977, con la legge n° 54 del 5 marzo 1977 che riordinò le festività nazionali nel calendario a seguito della profonda crisi economica che affliggeva l’Italia, la sua celebrazione fu spostata alla prima domenica di Novembre, entrando quindi nel novero delle cosiddette “festività soppresse”.